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Senza famiglia

Dalla sentenza CEDU del luglio 2015 al ddl Cirinnà-bis
Il lungo cammino delle unioni civili e dei diritti delle coppie omosessuali in Italia

Venerdì 23 ottobre 2015 - Ore 18:00

Casa dei Diritti - Via De Amicis 10 - Milano

LUIS ALBERTO ORELLANA Senatore
MASSIMO CLARA Avvocato
MANUEL GIROLA Avvocato, Rete Lenford

Introduce Luisa Bordiga, coordinatrice della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni

Dalle aule dei tribunali in Italia ed a Strasburgo, le pronunce sono chiare ed unanimi: il Parlamento italiano deve assolutamente legiferare al fine di garantire pari diritti alle coppie dello stesso sesso.
Diversi disegni di legge nel corso degli anni si sono invece susseguiti nelle cronache parlamentari, nessuno di questi arrivati nemmeno alla discussione. La svolta pare rappresentata dal ddl Cirinnà, che almeno nella versione bis, viene “incardinato” il 14 ottobre 2015 e sarà quindi oggetto di discussione in data da definirsi.

 

15 aprile 2010 La Corte Costituzionale pronuncia la storica sentenza, che sollecita il Parlamento ad approvare una legge sulle unioni civili 
7 ottobre 2014 Il Ministro dell'Interno emana la circolare che invita i prefetti a "rivolgere ai sindaci formale invito al ritiro" degli atti di trascrizione dei matrimoni same sex celebrati all'estero
21 luglio 2015 l’Italia è condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione del diritto umano fondamentale al rispetto della vita privata e familiare delle coppie dello stesso sesso.

Tutta un'altra storia - incontro con l'autore

Mercoledì 24 giugno 2015

Libreria Claudiana - Via F. Sforza 12/a

La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni organizza un incontro con Giovanni Dall'Orto, autore del volume "Tutta un'altra storia - L'omosessualità dall'antichità al secondo dopoguerra" - edizioni Il Saggiatore - 2015.

Attraverso il dialogo con Stefano Bolognini, direttore di Pride, avremo l'opportunità di sapere come è nato questo importante lavoro e quali messaggi possono essere raccolti per il presente ed il futuro della cultura omosessuale in Italia.

Costituzione e religione

lunedì 23 marzo 2015 - ore 20:45

 

presso la sala Consiglio del Comune di Cormano

Piazza Scurati - Cormano

 

2° incontro ciclo Costituzione e Resistenza:

COSTITUZIONE E RELIGIONE

 

relatori:

 

LUISA BORDIGA - CONSULTA MILANESE PER LA LAICITA' DELLE ISTITUZIONI

VITTORIO BELLAVITE - COORDINATORE NAZIONALE "NOI SIAMO CHIESA"

REAS SYED - RESPONSABILE LEGALE COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI ISLAMICHE DI MILANO E MONZA-BRIANZA

SERGIO GENTILE - AVVOCATO SEGRETARIO CONCISTORO CHIESA VALDESE

 

ingresso libero  -  segue rinfresco

 

come raggiungerci:

ATM  bus 705 da Cormano/MM3 Comasina fermata: via Libertà via Negri (Comune)

FNM Linee S2 / S4 fermata: Cormano Brusuglio (Comune)

 

 

organizzato da:

ASSOCIAZIONE CRE-AZIONEDONNE

MILLE&UNAVOCE

COORDINAMENTO PACE CINISELLO BALSAMO

 

col patrocinio del Comune di Cormano

Presentazione del IV rapporto di Critica Liberale e CGIL

in collaborazione con

e con la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni

 

Presentazione del IV rapporto di "Critica Liberale" e CGIL

Una televisione confessionale?

sulle confessioni religiose e la tv

Lunedì 13 aprile 2015 - alle ore 21.00

Centro Congressi Stelline - sala Verdi - Corso Magenta 61

 

Ne discutono

Valeria Ferro - redattrice di "Critica Liberale"

Simona Maggiorelli - responsabile cultura di "Left"

Marco Marzano - Università degli Studi di Bergamo

Enzo Marzo - direttore di "Critica Liberale"

Gigliola Toniollo - ufficio Nuovi Diritti CGIL nazionale

Giulio E. Vigevani - docente di Diritto Costituzionale, Università di Milano Bicocca

Presiede e introduce

Donatella De Gaetano - Circolo Carlo Rosselli - Milano

Il Consiglio dei Ministri impugna la legge regionale "anti-moschee"

COMUNICATO STAMPA DEL 13.3.2015

In data 12.3.2015 il Consiglio dei Ministri ha deliberato sull'impugnativa, davanti alla Corte Costituzionale, della legge 2/2015 della Regione Lombardia entrata in vigore lo scorso 3.2.2015.

La legge era stata battezzata come “legge anti-moschee” dalla stessa maggioranza in Regione, mentre era stata targata e criticata come “legge anti-culto” e gravemente discriminatoria da parte di numerose realtà religiose e non soltanto religiose.

Atto dovuto quello del Governo Renzi che però raccoglie ampio consenso tra i lombardi.

Si dichiarano infatti soddisfatte le realtà che si erano schierate in prima linea contro questa normativa, richiedendo sia l’impugnazione della legge sia l’immediata sospensione della stessa da parte della Corte Costituzionale: il CAIM (Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano Monza-Brianza), la Fondazione Casa della Carità, il COEN (Conferenza Evangelica Nazionale), l’Unione Induista Milano e quella Italiana, i musulmani dell’associazione Cheikh Ahmadou Bamba di Brescia, la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni e comunità di Sant’Egidio di Milano.

Ora sarà proprio la Corte Costituzionale a vagliare l’adeguatezza e l’utilità delle norme varate e volute soltanto da Lega, NCD e Forza Italia in Regione Lombardia.

Tra le motivazioni che hanno portato all'impugnazione davanti alla Consulta:

1) La violazione degli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione Italiana per l’imposizione agli enti rappresentanti di organizzazioni religiose di una serie stringente di obblighi e requisiti che incidono sull'esercizio in concreto del diritto fondamentale e inviolabile della libertà religiosa;
2) La violazione dell’art. 117 lettere a), c) e h) della Costituzione per aver disciplinato in contrasto con i principi contenuti nei trattati europei e internazionali nonché per invasione, da parte della stessa Regione Lombardia, nella competenza esclusiva dello Stato in materia di rapporti tra Repubblica e le confessioni Religiose; e
3) La violazione dell’art. 118 comma 3 Cost. per non aver rispettato la competenza esclusiva dello Stato e la Costituzione che affida alla sola legge dello Stato il potere di disciplinare forme di coordinamento fra Stato e Regione nella materia della sicurezza pubblica.
Le realtà interessate non escludono di presentarsi anche davanti alla Corte Costituzionale per mostrare le loro doglianze ed evidenziare come questa legge colpisca le diverse sensibilità religiose che convivono, da anni, in Lombardia.

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